[Lettipervoi] - LA BORSA DA VIAGGIO BLU di Giancarlo Molinari : Coinvolgente, appassionate, divertente, interessante… C’è davvero tutto in questo romanzo d’esor...
Altro...martedì 7 marzo 2017
Recensione
Giancarlo Molinari a condiviso la pubblicazione di Barbara Comeles.
·
Barbara Comeles à Giancarlo Molinari
Avevo già scritto a proposito del bel libro di Giancarlo.
Ripropongo le mie considerazioni.
Ripropongo le mie considerazioni.
Ho iniziato a leggere La borsa da viaggio blu per curiosità e subito Giancarlo mi ha catturata. Per l'entusiasmo tipico dei giovani, l'esuberanza, il suo lanciarsi in pericoli e situazioni al limite.
La storia è terribile e Giancarlo nonostante tutto non esita a mettersi in gioco.
Un personaggio che certamente ha molto di autobiografico e che non riesci a non amare.
Un romanzo che ti trascina laddove non penseresti mai di arrivare.
Non aggiungo altro per non rovinare il gusto della scoperta e delle sorprese che la storia riserva.
Un romanzo bello. Coinvolgente.
Spero che il giovane Giancarlo voglia proporci altre avventure.
Nel frattempo godetevi questa opera prima!
Ciao Giancarlo, caro amico!
🌹
La storia è terribile e Giancarlo nonostante tutto non esita a mettersi in gioco.
Un personaggio che certamente ha molto di autobiografico e che non riesci a non amare.
Un romanzo che ti trascina laddove non penseresti mai di arrivare.
Non aggiungo altro per non rovinare il gusto della scoperta e delle sorprese che la storia riserva.
Un romanzo bello. Coinvolgente.
Spero che il giovane Giancarlo voglia proporci altre avventure.
Nel frattempo godetevi questa opera prima!
Ciao Giancarlo, caro amico!
mercoledì 22 febbraio 2017
Per chi non conoscesse il saggio del professor Carlo M. Cipolla, riporto integralmente.
piccolo saggio intitolato
LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA
di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di Storia Economica a Berkeley
I grandi personaggi carismatici/demagoghi
moltiplicano/attirano gli stupidi trasformandoli
da cittadini pacifici in masse assatanate
|
Quando la maggior parte di una società
è stupida allora la prevalenza del cretino
diventa dominante ed inguaribile
|
Fatti:1. gli stupidi danneggiano l'intera società;2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;
5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:
* generalmente vengono sorpresi dall'attacco;
* non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l'attacco non ha alcuna struttura razionale.
Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione:
a) persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio;
b) giorno dopo giorno siamo condizionati in qualunque cosa che facciamo da gente stupida che invariabilmente compaiono nei luoghi meno opportuni.
E’ impossibile stabilire una percentuale, dato che qualsiasi numero sarà troppo piccolo.
Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l'aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.
Se studiamo la percentuale di stupidi fra i bidelli che puliscono le classi dopo che se ne sono andati alunni e maestri, scopriremo che è molto più alta di quello che pensavamo. Potremmo supporre che è in relazione con il basso livello culturale o col fatto che le persone non stupide hanno maggiori opportunità di avere buoni lavori. Però se analizziamo gli studenti ed i professori universitari (o i programmatori di software) la percentuale è esattamente la stessa.
Le femministe militanti potranno arrabbiarsi, ma la percentuale di stupidi è la stessa in ambo i sessi (o in tutti i sessi a seconda di come si considerano)
| |
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Il Professor Cipolla usa un diagramma come quello della figura 1.
L’asse delle X misura i vantaggi ottenuti dalle proprie azioni.
L’asse delle Y misura i vantaggi ottenuti da altri a causa delle proprie azioni.
Chiaramente, le persone nel quadrante I sono Intelligenti, le persone nel quadrante B sono i Banditi, le persone nel quadrante D sono i Disgraziati oSfortunati, e le persone nel quadrante S sono gli Stupidi.
E’ anche abbastanza chiaro che a seconda della loro ubicazione in questa sistema le persone avranno un maggiore o minore grado di stupidità, intelligenza, banditismo, ecc. Si può sviluppare un’ampia varietà di combinazioni come i banditi intelligenti e i banditi stupidi, dipendendo dal rapporto beneficio/danno.
La quantità del danno dovrebbe misurarsi dal punto di vista della vittima e non del bandito, e ciò fa che la maggior parte dei ladri e criminali siano abbastanza stupidi.
Ognuno può utilizzare questo sistema per studiare la stupidità ed elaborare l’applicazione della Teoria del Cipolla in tutte le sue possibili varianti. |
Ma la storia non finisce qui.
Se tracciamo una linea diagonale fra gli assi, vedremo che tutta la zona che si trova in alto a destra di questa linea corrisponde ad un miglioramento nel bilancio totale del sistema, mentre gli eventi e la persone dell’altro lato si associano ad un peggioramento.
Si possono effettuare una varietà di analisi interessanti studiando le variabili in ciascuno dei quadranti come Sd e Sb, lb e Id, Ds eDi, o in tanti subquadranti come uno desidera.
Per esempio la corda M nel lato inferiore destro della maglia delinea il bandito perfetto, uno che provoca esattamente tanto danno come a sua volta ne trae vantaggio. Ovviamente da ambo i lati della diagonale si trovano situazioni di banditi imperfetti. Bicorrisponde ai banditi intelligenti e Bs ai banditi stupidi.
In un mondo popolato esclusivamente da Banditi perfetti il sistema rimarrebbe equilibrato; i danni e i vantaggi si eliminano vicendevolmente. Lo stesso effetto si verificherebbe in un mondo popolato esclusivamente da Sfortunati perfetti.
Teoricamente le persone intelligenti forniscono il maggior contributo alla società in senso generale.Però, per quanto possa sembrare brutto, anche i banditi intelligenti contribuiscono ad un miglioramento nel bilancio della società provocando nel complesso più vantaggi che danni. Le persone sfortunate-intelligenti anche se perdono individualmente possono tenere effetti socialmente positivi.
Senza dubbio, quando la stupidità entra in scena, il danno è enormemente maggiore del beneficio a chicchessia. Ciò dimostra il punto originale: l’unico fattore più pericoloso in qualsiasi società umana è la stupidità.
Cipolla segnala che, intanto che il fattore Y è costante nel tempo, come nello spazio, una società in ascesa tiene un percentuale maggiore di gente intelligente, come una società in declino tiene un allarmante percentuale di banditi con una forte fattore di stupidità (subquadrante Bs) fra le persone al potere ed egualmente un allarmante percentuale di sfortunati (area D) fra quelli che non sono al potere.
Cipolla osserva inoltre che le persone intelligenti generalmente sanno di esserlo, i banditi anche sono consci della loro attitudine e anche le persone sfortunate hanno un forte sospetto che non tutto vada per il verso giusto.
Ma le persone stupide non sanno di essere stupide, e questa è una ragione in più che li rende estremamente pericolose.
E questo fa ritornare alla domanda originale e dolorosa: sono stupido? Ho superato vari test di coefficiente di intelligenza con buoni risultati. Sfortunatamente, so come funzionano questi test e che non dimostrano niente.
Varie persone mi hanno detto che sono intelligente. Però neanche questo dimostra niente. Queste persone possono essere forse molto considerate per dirmi la verità. O al contrario potrebbero star tentando di usare la mia stupidità per trarne vantaggio.
O potrebbero essere tanto stupidi quanto me.
Mi fermo con una piccola speranza: sono cosciente di quanto sono (o sono stato) stupido.E questo indica che non sono completamente stupido. | |
Corollario di Livraghi alla Prima Legge di Cipolla
In ognuno di noi c’è un fattore di stupidità, che è sempre più grande di quanto supponiamo.
Mio post su Facebook.
Spiace per voi, così imprudenti da concedermi la vostra amicizia, ma dando per certa l'ancora mia presenza su Facebook, avreste dovuto aspettarvelo. Cosa? Un post. Essì un post con argomento politico. Non agitatevi, nessuna intenzione d'occuparmi del PD e nemmeno della farsa taxisti. Un tema più generale: quanto sono competenti nel loro mestiere(sovente millantato) i personaggi politici? Se si fa una media mondiale la mediocrità è vincente, ma pazienza, mediocre non è sinonimo perfetto di scarso. La media però, si sa, porta alla teoria del pollo ciascuno, non vi fossero i golosi pronti a divorarne due lasciando qualche tapino a stomaco vuoto. Così succede anche nel mondo dei governanti. Di fronte a qualche eccellenza, sul lato opposto si può reperire un bel numero di veri scarsi e qualche scarsissimo. Ultimamente, sembra si sia passati dalla mediocrità prevalente in basso, quindi consiglierei un attento, da parte di tutti, studio del saggio, opera del professor Carlo M. Cipolla, intitolato: LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA UMANA.
Molto istruttivo per capire il perché tanti incompetenti, disonesti, ladri e, talvolta, assassini governano le Nazioni.
venerdì 17 febbraio 2017
Proposito.
Parecchi, sulla mia pagina Facebook, mi hanno amichevolmente ammonito: Giancarlo, il tuo invito a ribellarsi, non troverà seguito. Sì, certo, può arrivare al flop e i sintomi ci sono tutti, ma le battaglie s'intraprendo anche se si rischia di rimanere soli. Quindi insisterò finché mi reggerà il fiato, a urlare: RIBELLIAMOCI!
martedì 14 febbraio 2017
Colpe e distrazioni.
Se vi fa piacere saperlo, io stesso mi considero illuso, ciò nonostante continuerò a chiedere di ribellarsi. Lo considero un dovere da accollare alla mia generazione e alle seguenti, in quanto se non complici di un degrado sociale ormai evidente,, io stesso e voi tutti, almeno spettatori distratti lo siamo stati e continuiamo a esserlo. Complici o spettatori, poco importa, abbiamo comunque la responsabilità di una situazione marcia che, addirittura, puzzerà di cadavere al naso dei nostri figli, nipoti e pronipoti. I sintomi sono già ben evidenti ora, ma le conseguenze le vedranno e pagheranno le generazioni più giovani, i loro figli, se avranno il coraggio di metterli al mondo, e così via. Pensate; avranno grosse difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro, dopo aver seguito gli studi in scuole e università sempre più care e meno efficienti. Se riusciranno a ottenere un lavoro, difficilmente permetterà il livello di vita nostro, laurea o meno. La mia pensione di 640 € se la sogneranno, già possono sognarsela i 40 cinquantenni, secondo uno studio Inps, fra vent'anni, l'assegno ammonterà a meno di 300, salvo crearsene una nel privato. Con ogni probabilità gli egoismi nazionali rifioriranno, quelle più forti chiuderanno la porta in faccia alle più deboli. Gli Stati, non potranno sostenere i programmi sociali attualmente in vigore, tutti o quasi tutti sono gravati da debiti in continuo aumento, quindi saranno obbligati a cure dimagranti drastiche.
Potrei continuare a lungo nell'elencare, ma preferisco spiegare perché ciò avverrà, se non interverremo subito ribellandoci. E qui si ritorna alla proporzione 1 a 99. Se l'un per cento manovra la propria ricchezza in maniera sterile, senza mai produrre alcunché, oltre ad altro capitale da reinvestire in manovre speculative di carattere finanziario, al restante 99 resterà la sola opzione di combattere guerre fra poveri (in parte già avviene).
Questo si vuole lasciare in eredita ai nostri figli, nipoti etc?
Potrei continuare a lungo nell'elencare, ma preferisco spiegare perché ciò avverrà, se non interverremo subito ribellandoci. E qui si ritorna alla proporzione 1 a 99. Se l'un per cento manovra la propria ricchezza in maniera sterile, senza mai produrre alcunché, oltre ad altro capitale da reinvestire in manovre speculative di carattere finanziario, al restante 99 resterà la sola opzione di combattere guerre fra poveri (in parte già avviene).
Questo si vuole lasciare in eredita ai nostri figli, nipoti etc?
lunedì 13 febbraio 2017
Di nuovo: RIBELLIAMOCI!!
Sulle nostre pagine web, di frequente, compaiono notizie e foto di avvenimenti spiacevoli. Tutti penso ricordino la fotografia del piccolo Aylan steso a faccia in giù sulla battigia di una spiaggia turca. Un simbolo, ma non l'unico, si potrebbe estrarne a migliaia di simili e qualcuno, sono certo, voi ed io l'abbiamo commentato con frasi di cordoglio e pietà. Così come si commenta, indignati, quando si viene a sapere dei bambini/e sfruttati/e nei laboratori dove si crea l'abbigliamento di lusso. Peggio, quando lo sfruttamento li obbliga in lavori pesanti, peggio ancora se obbligati a combattere come in Africa o in Asia Minore. La nostra indignazione però, si scatena in commenti anche per fatti meno tragici, seppure rilevanti per la vita sociale: le migrazioni, la povertà in aumento, il timore di attentati e un clima che sta mutando velocemente. Bene indignarsi, bene commentare con rabbia, male invece fermarsi alla sola indignazione e rabbia, in quanto i nostri commenti rabbiosi e indignati, nulla muovono. Quindi la domanda annunciata l'altro ieri è: OLTRE A ESPRIMERE INDIGNAZIONE E RABBIA, HO FATTO, AVETE FATTO QUALCOSA PER DARE UNA STERZATA ALLA SITUAZIONE CHE DEPRECHIAMO?
Almeno una firma in calce a qualche petizione? Se sì, fate già parte, con me, dei pronti a ribellarsi, altrimenti smettete di commentare, sarebbe un semplice esercizio d'ipocrisia.
Almeno una firma in calce a qualche petizione? Se sì, fate già parte, con me, dei pronti a ribellarsi, altrimenti smettete di commentare, sarebbe un semplice esercizio d'ipocrisia.
venerdì 10 febbraio 2017
RIBELLARSI; PRIMA RAGIONE:
Chi non ha mai sentito parlare, o letto, dei "poteri forti"? Credo nessuno. Eppure i tanto citati poteri forti: Lobby politiche, sindacati, Confindustria, massoneria, sistema bancario, Vaticano, servizi segreti, fantomatici complottisti di vario genere, detengono potere sì, ma a menare le danze non sono loro. A dettare i ritmi della società globale è quel 1% che detiene più del 50% della ricchezza mondiale. Non immaginateli seduti su pile di banconote e nemmeno intenti ad accumulare monete d'oro come zio Paperone, al loro servizio pensano gli istituti finanziari dei Paradisi Fiscali, più una cifra imprecisata, ma numerosissima, di società anonime o con titolare di facciata (perlopiù un poveraccio inconsapevole, talvolta persone defunte). Inoltre hanno partecipazioni azionarie consistenti in quasi tutti i settori, specie nelle risorse energetiche e minerarie, ma anche nell'agroalimentare e possedimenti vasti in molte zone del Globo. Oltre ciò, possiedono l'arma letale per condizionare i celebri Mercati: enormi capitali da muovere là dove possono speculare altro capitale. Vi chiederete quale cumulo d'imposte questi ricconi siano costretti a pagare svolgendo le loro attività. In proporzione, meno dei loro sottoposti. Come mai? Semplicemente, perché sono in grado di condizionare le politiche fiscali degli Stati di appartenenza e in quelli dove operano. Con il denaro si comprano Capi di Stato, Ministri, semplici Deputati o Senatori, non tutti ovvio, ma in numero sufficiente al loro scopo. Dove la corruzione finanziaria opera meglio, è nei Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, sovente governati da Dittatori o semi Dittatori, per loro natura avidi di denaro. Sottosviluppati sì, ma ricchi di risorse, non ultima l'umana risorsa, da sfruttare in lavori sottopagati, talvolta poco più d'un tozzo di pane, bambine/i compresi. Vi prego di non pensare a un racconto ottocentesco in stile Grand Guignol, è solo verità, anche se solo parziale, cercherò d'approfondire nei prossimi giorni. Intanto meditate se la necessità di ribellarsi non sia l'unica via per liberarsi dallo sfruttamento del 1%. Sfruttamento che concerne anche noi. Grazie. Maggior Grazie se vorrete condividere, qui o su Twitter.
giovedì 9 febbraio 2017
Una verità.
Quasi sempre vediamo i poveri come quelli che potrebbero rubare ai ricchi, e quasi mai i ricchi come quelli che hanno rubato ai poveri.
Perché RIBELLARSI.
Perché no? Forse esiste un'altra soluzione per abbattere disuguaglianze così estreme?
Primo appello: RIBELLIAMOCI!
Sì, ribelliamoci a un sistema che ci sta facendo regredire alla povertà e affama un miliardo di esseri umani. Ribelliamoci a un sistema che ha permesso a uno scarso 1% della popolazione mondiale di accumulare ricchezza a scapito del restante 99%. Rivoltiamoci contro gli appartenenti alla categoria cui è stato permesso di possedere metà della ricchezza mondiale, non dobbiamo più sottometterci, lamentare il nostro stato di persone relegate agli strati inferiori della società umana, siamo il 99%, il numero conterà, se alla lotta parteciperemo tutti. Abbiamo anche il mezzo per farlo, la diffusione di questo appello tramite Twitter, Facebook, Instagram e altri social. Facciamo in modo da renderlo virale, più persone verranno raggiunte più forza otterremo. Diventerebbe la prima rivoluzione incruenta della storia, nessuna vittima, nessun patibolo, nessun'arma da impugnare, solo coraggio. Amici, persone sconosciute, fatelo emergere il coraggio.
A domani.
lunedì 14 novembre 2016
Considerazioni sul vaffanculo di Donald, ed anche su quello di Beppe.
Non mi piace la locuzione "vaffanculo" né gradivo l'altra, lanciata nelle manifestazioni di piazza da Beppe Grillo: vaffaday. Tirato in causa però, dal comico genovese, che ha dichiarato "un gran vaffanculo mondiale" la vittoria di Trump nelle recenti elezioni presidenziali Usa, sento l'urgenza di rimandare ai mittenti il vaffanculo e il vaffaday. A Trump, perché si è appropriato del voto degli illusi. A Grillo, in ragione della moda, da lui lanciata, del volgare insulto, già ben presente all'epoca del vaffaday, ma da lui istituzionalizzata nell'agone politico. Da allora, il vaffanculo è dilagato in ogni discussione, seria o poco seria sia. Provo sincera pena per quelle classi sociali, a basso reddito, ed anche per lo stuolo dei disoccupati, che si sono lasciati abbindolare da un ricco, ma furbo, reazionario, affatto intenzionato a risolvere i loro problemi. Potrei iscrivermi alla loro categoria, il reddito famigliare mio e di mia figlia svaria poco sotto ( il più delle volte) o poco sopra i mille euro mensili, ma mai sarei caduto nell'inganno di Trump. Sarà perchè di promesse simili è lastricata ogni tornata elettorale, ma quella del Donald: Rifarò grande l'America e sarò la vostra voce(dei diseredati) è quantomeno risibile. Nel suo staff, sono presenti personaggi del peggior lobbysmo, si parte da esponenti di grandi banche d'affari (Goldman Sacs, J. P. Morgan) ai potentati economici del petrolio (non per niente, nel suo programma, appare l'abbandono degli accordi sul clima ) In più, per rifare grande l'America, mette in angolo la parte femminile degli States, solleticando misogini e bigotti, con le sue frasi in perfetto stile maschilista. Trascuro la sorte degli omosessuali, già ben oppressi da un cristianesimo oscurantista molto simile a quello delle Crociate, quando le conversioni avvenivano in punta di spada. Non trascuro invece, la promessa di abbassare le tasse. Ma a chi? Ai redditi alti, nell'eterna illusione di creare lavoro, perché, i beneficiati, rinvestiranno le cifre risparmiate. Dai Tempi di Ronald Reagan e Margaret Thathcer, ciò non si è mai verificato, anzi. Però, quelle politiche fiscali, qualcosa hanno raggiunto: l'allargarsi della forchetta fra poveri e ricchi. Anche Donald Trump qualcosa raggiungerà. La saldatura di tutti i regimi fascisti con il suo. D'altronde, Ku Klux Clan e neonazisti di varie sigle hanno già festeggiato, loro sapevano chi è Donald Trump.
In chiusa un pensierino a Beppe Grillo. Davvero le piace tanto il grande vaffanculo del novello Presidente Usa? Forse vuole auto reclutarsi, con il suo M5S, nella schiera dei suddetti regimi?
In chiusa un pensierino a Beppe Grillo. Davvero le piace tanto il grande vaffanculo del novello Presidente Usa? Forse vuole auto reclutarsi, con il suo M5S, nella schiera dei suddetti regimi?
sabato 12 novembre 2016
Obama.
Devo scusarmi, innanzitutto. Avevo dichiarato di scrivere questo post, stamane. Purtroppo, l'improvviso e imprevisto arrivo della neve, mi aveva obbligato ad anticipare il rifornimento della legna da ardere.
Obama quindi. Le critiche ricevute dal Presidente, appena decaduto, per come aveva condotto i suoi due mandati, avrebbero ragione d'essere, se non si prendesse in considerazione in quale condizione aveva dovuto governare gli USA e certi fatti successi in precedenza, nei venti anni finali del secolo scorso. Incomincio da questi ultimi, perché foriero elemento a determinare i successivi. Fra gli '80 e i '90 si era consumato il crollo del sistema URRS e lo stravolgimento del welfare fino allora praticato, negli Usa ed in Europa. La saldatura della presidenza Reagan con il Primo Ministro inglese Margaret Thatcher, aveva dato inizio al neo liberismo predicato dai Chicago boys: detassare i potentati economici e lasciare senza freni i così detti: Mercati. Un errore di politica sociale-finanziaria, le cui conseguenze subiamo ancora oggi, padre e madre, se si vuole notarlo, della crisi ancora in corso. Altro errore, in contemporanea, della politica occidentale, sempre protagonisti i governanti di allora, ben appoggiati dal Vaticano di Papa Wojtyla, aver lasciato solo Micail Gorbacev e la sua glasnost. Per di più vantandosi di aver fatto crollare l'Impero sovietico, quando, per verità, non di sconfitta provocata da esterni, si era trattato, bensì d'implosione d'un sistema ormai indifendibile.
Segue al periodo l'avvento di George H. W. Busch, il padre. Quello che disse: Leggete sulle mie labbra; NIENTE TASSE. Se non ché, di lì a poco, arrivò la prima avventura in Iraq. E le tasse salirono alle stelle. Bill Clinton, successore di Busch, ignorò, quasi totalmente, la possibile correzione del neo liberismo e poco fece per normalizzare il Medio Oriente dilaniato, già allora, dalla rivalità fra Sciiti e Sunniti.
Il patatrac l'aveva confezionato George W. Bush figlio, ben spalleggiato da Tony Blair e, se si vuole, da qualche Nazione europea, fra cui l'Italia. La seconda guerra irachena, per abbattere Saddam Ussein, colpevole di mille atrocità, ma assolutamente incolpevole dal possedere armi di distruzione di massa, ha avuto conseguenze forse irrisolvibili in breve tempo. E di questo, sono certo, tutti ne sono convinti. Trascuro la campagna in Afganistan, per non farla troppo lunga, come pure lo stravolgimento della Jugoslavia. Non so se, il descritto abbia qualcosa a che fare con la crisi economica mondiale, da cui si stenta a uscire ma, è certo, detta crisi si era sviluppata negli Usa con il crollo del sistema dei prestiti facili, in primis dal crollo dei Subprime, i mutui concessi a chiunque, anche a chi, era evidente, non li avrebbe onorati. Crollo del sistema bancario, disoccupati a decine di milioni, fallimenti altrettanto.
E lì, venne la presidenza Obama. Poco? Peggior Presidente? Nell'unico periodo con Congresso e Senato democratici, le misure finanziarie poste da Obama, avevano dato stop a una china, che avrebbe portato gli Usa al fallimento sociale-finanziario. Dopo? Beh, non avesse perso le maggioranze alle votazioni di mide term, avrebbe potuto proseguire il risanamento. Ma ogni sua proposta aveva ricevuto il niet, in stile sovietico, dalla maggioranza repubblicana. Per un pelo, sotto la presidenza Obama 20 milioni di cittadini possono contare di non essere respinti al soglio degli ospedali, i diritti sono aumentati, e non di poco a donne e, forse disturbante a molti, agli omosessuali. In politica estera gli è riuscito cose nemmeno sfiorate ai predecessori: Il trattato con Cuba e l'accordo sul nucleare iraniano.Ancora poco? Si provi chiunque a governare con Congresso e Senato schierati contro.
In ultimo: l'umanità di Obama. Un Presidente che, mai, si è vergognato di piangere. Nelle sue condizioni ha fatto molto, mio parere, certo, altri sono liberi di pensare il contrario. Lo rimpiangerò.
Obama quindi. Le critiche ricevute dal Presidente, appena decaduto, per come aveva condotto i suoi due mandati, avrebbero ragione d'essere, se non si prendesse in considerazione in quale condizione aveva dovuto governare gli USA e certi fatti successi in precedenza, nei venti anni finali del secolo scorso. Incomincio da questi ultimi, perché foriero elemento a determinare i successivi. Fra gli '80 e i '90 si era consumato il crollo del sistema URRS e lo stravolgimento del welfare fino allora praticato, negli Usa ed in Europa. La saldatura della presidenza Reagan con il Primo Ministro inglese Margaret Thatcher, aveva dato inizio al neo liberismo predicato dai Chicago boys: detassare i potentati economici e lasciare senza freni i così detti: Mercati. Un errore di politica sociale-finanziaria, le cui conseguenze subiamo ancora oggi, padre e madre, se si vuole notarlo, della crisi ancora in corso. Altro errore, in contemporanea, della politica occidentale, sempre protagonisti i governanti di allora, ben appoggiati dal Vaticano di Papa Wojtyla, aver lasciato solo Micail Gorbacev e la sua glasnost. Per di più vantandosi di aver fatto crollare l'Impero sovietico, quando, per verità, non di sconfitta provocata da esterni, si era trattato, bensì d'implosione d'un sistema ormai indifendibile.
Segue al periodo l'avvento di George H. W. Busch, il padre. Quello che disse: Leggete sulle mie labbra; NIENTE TASSE. Se non ché, di lì a poco, arrivò la prima avventura in Iraq. E le tasse salirono alle stelle. Bill Clinton, successore di Busch, ignorò, quasi totalmente, la possibile correzione del neo liberismo e poco fece per normalizzare il Medio Oriente dilaniato, già allora, dalla rivalità fra Sciiti e Sunniti.
Il patatrac l'aveva confezionato George W. Bush figlio, ben spalleggiato da Tony Blair e, se si vuole, da qualche Nazione europea, fra cui l'Italia. La seconda guerra irachena, per abbattere Saddam Ussein, colpevole di mille atrocità, ma assolutamente incolpevole dal possedere armi di distruzione di massa, ha avuto conseguenze forse irrisolvibili in breve tempo. E di questo, sono certo, tutti ne sono convinti. Trascuro la campagna in Afganistan, per non farla troppo lunga, come pure lo stravolgimento della Jugoslavia. Non so se, il descritto abbia qualcosa a che fare con la crisi economica mondiale, da cui si stenta a uscire ma, è certo, detta crisi si era sviluppata negli Usa con il crollo del sistema dei prestiti facili, in primis dal crollo dei Subprime, i mutui concessi a chiunque, anche a chi, era evidente, non li avrebbe onorati. Crollo del sistema bancario, disoccupati a decine di milioni, fallimenti altrettanto.
E lì, venne la presidenza Obama. Poco? Peggior Presidente? Nell'unico periodo con Congresso e Senato democratici, le misure finanziarie poste da Obama, avevano dato stop a una china, che avrebbe portato gli Usa al fallimento sociale-finanziario. Dopo? Beh, non avesse perso le maggioranze alle votazioni di mide term, avrebbe potuto proseguire il risanamento. Ma ogni sua proposta aveva ricevuto il niet, in stile sovietico, dalla maggioranza repubblicana. Per un pelo, sotto la presidenza Obama 20 milioni di cittadini possono contare di non essere respinti al soglio degli ospedali, i diritti sono aumentati, e non di poco a donne e, forse disturbante a molti, agli omosessuali. In politica estera gli è riuscito cose nemmeno sfiorate ai predecessori: Il trattato con Cuba e l'accordo sul nucleare iraniano.Ancora poco? Si provi chiunque a governare con Congresso e Senato schierati contro.
In ultimo: l'umanità di Obama. Un Presidente che, mai, si è vergognato di piangere. Nelle sue condizioni ha fatto molto, mio parere, certo, altri sono liberi di pensare il contrario. Lo rimpiangerò.
mercoledì 9 novembre 2016
Dalla mia pagina Facebook.
Mi arrendo, avrei dovuto farlo fin da ragazzo, avrei dovuto mandare al diavolo i miei maestri, quegli illusi di Piero Calamandrei, Altiero Spinelli, Alessandro Galante Garrone, mio zio Giuseppe e tutti gli altri appartenenti al Partito d'Azione. Illusi che avevano illuso me, fino a oggi, di pensare agli ideali di giustizia, eguaglianza e rispetto come seme da far crescere in albero. Quel seme, mai germogliato,è marcito in terra, soffocato da altri semi, loro sì, cresciuti in rigogliosa chioma. Egoismo, bigotteria, il piccolo dei propri interessi e tutto quanto, da me, ritenuto negativo, hanno vinto. Non farò il salto sul carro dei vincitori, ma smetto di combattere. Persino nelle piccole cose. Quindi, offro libero ingresso, sulla mia pagina, a chiunque voglia postare razzismo, misoginia, omofobia e quant'altro di negativo possa esistere. Anche gli sgraditi post, sul si o no al referendum costituzionale, non saranno più cancellati. Perciò, chi vuole, si faccia sotto, Giancarlo Molinari si arrende.
Triste conclusione.
Mi accingo ad ascoltare il discorso, da Presidente, di Donald Trump e non posso sottrarmi a una serie di considerazioni. Prima di tutto, devo ammettere la mia contrarietà per il risultato delle elezioni negli Stati Uniti, una deriva a destra, nella destra peggiore della storia recente. Come mi aspettavo, Donald Trump, nel discorso che sta pronunciando, abbandona il tono aggressivo della campagna elettorale, esprime buoni sentimenti e abbonda in promesse, anche verso chi non lo ha votato. Credergli è altra cosa, perché la sua parte, le persone che lo hanno preferito a Hillary Clinton, si aspettano proprio il contrario, cioè mantenga il programma enunciato nella lunga campagna, precedente il voto.
Da questo estraggo un primo effetto: a patire, da subito, saranno i diritti civili, quelli delle donne, dei neri,delle minoranze sessuali, dei migranti e, benché l'abbiano favorito, la parte povera della Nazione, nulla potrà infatti fare Trump, per migliorare lo stato economico degli Stati Uniti. Non, certo, come aveva anticipato nei suoi discorsi, un impegno di denaro pubblico pari a 10.000 miliardi, in poco tempo. Gli Stati Uniti hanno un debito verso l'estero enorme, aggiungere 10.000 miliardi, oltre a chiedersi dove li troverà, manderà in crisi l'assetto della Nazione tutta. Altro effetto, che considero molto negativo, ricadrà su tutti i teatri di crisi sparsi nel Mondo. Un disimpegno degli Stati Uniti in Medio Oriente e nel Nord Africa, trasferirà tutto il peso sull'Europa e, questo, favorirà la diffusione delle frange estreme dell' Islam, perché l'Unione Europea, poco unita già di per sé, finirà di dividersi ulteriormente. Terzo effetto, quello che temevo di più, la saldatura di un fascismo di ritorno, da est a ovest, in un Mondo immemore di cosa il fascismo aveva combinato nel secolo scorso. In ultimo, una considerazione su chi godrà: la speculazione finanziaria. Non inganni l'andamento negativo delle Borse, si aspetti l'inevitabile rimbalzo, il gioco borsistico porterà, sicuramente, grandi profitti alla speculazione, ma impoverirà quel settore detto: Parco Buoi, insomma i piccoli risparmiatori.
sabato 8 ottobre 2016
SILENZIO FINITO.
A me, oggi, è molto piaciuta la frase, in chiusa, dell'articolo di Timothy Garton Ash su Repubblica: IN QUESTA ELEZIONE, SPERIMENTIAMO UNA CRISI DI MERCATO; NEL MERCATO DELLE IDEE. La frase, riferita al clima delle elezioni statunitensi, potrebbe adattarsi al Mondo intero. Viviamo un periodo di idee rifritte, molto simili, detto da cuoco, alle polpette con il lesso avanzato. Alle idee, al massimo, viene aggiunta qualche spezia in più, per mascherarne il gusto stantio. Che esista una paura del presente, è fatto giustificabile: il presente non è bello da vedere. Però, esiste anche una forte resistenza a cambiare lo stato attuale. Non parlo del referendum, poca cosa rispetto ai vari problemi della società umana. Mi riferisco alle tendenze di conservazione di tutta una serie di regole internazionali vecchie e, in certi casi, puzzolenti. Ed anche al modo conservativo di pensare: SI E' SEMPRE FATO COSI', TANTO POI, NON CAMBIEREBBE NULLA. Certo, non cambierà nulla, con quel pensiero. Ci vorrebbe coraggio, ma ne vedo poco in giro. Chissà se, strada facendo nel fango di oggi, qualche briciolo di coraggio in più, farà nascere qualche idea nuova.
giovedì 22 settembre 2016
Pace, Siria e dintorni
Ieri, l'accesso alla mia pagina Fb, era occupato da un cuore verdolino e due colombe accinte a prendere il volo. Distrattamente, avevo letto la didascalia sottostante: Giornata internazionale per la Pace nel mondo. Lì per lì, avevo pensato: ecco una delle tante giornate con l'inutile invito a commemorare una ricorrenza annuale, un po' come la festa del papà e simili. Un attimo dopo però, ero rimasto annichilito al ricordo della notizia ascoltata di primo mattino, sui bombardamenti in Siria, che avevano coinvolto un ospedale e una colonna di camion trasportanti gli aiuti, viveri e beni di prima utilità, alla popolazione sotto assedio ad Aleppo. Subito, il senso di inutilità, della ricorrenza, era salito a quello del futile. Futile, perché mai, ripeto mai e lo ribadisco, nel corso della storia umana è esistita una sola giornata di pace, un giorno senza una minima scaramuccia. Più facile semmai, trovare più guerre, in contemporanea, nel medesimo giorno. Si sono verificate guerre aggressive, cui, obbligatoriamente, l'aggredito ha dovuto opporsi, come nell'ultima mondiale. E passi l'innocenza degli obbligati a reagire. Le guerre per disputare un territorio, già salgono a un bel grado di stupidità, più in su, quasi all'apice, si piazzano quelle per motivi religiosi, in punta, campione assoluto in stupidità, quelle immotivate, fra queste quella siriana. Un motivo, per guerreggiare lì, ci sarebbe, ma è del tutto trascurato: distruggere il califfato di Al Baghdadi. Invece, le due massime potenze mondiali, disputano la piccineria di una minima influenza politica nel Medio Oriente e un Porto nel Mediterraneo( La Russia), senza nemmeno impegnarsi troppo a combattere con i propri eserciti. Una forma di vigliaccheria fra le peggiori. Cui, purtroppo, partecipa l'intero Occidente, quindi anche l'Europa, quindi anche noi. Così, la giornata per la pace, assume l'aspetto di: giornata mondiale dell'ipocrisia. Da un lato, non si fa nulla, se non di facciata, per pacificare il territorio, dal versante opposto, si versano lacrime di coccodrillo, in abbondanza, alla vista dei corpicini stesi a terra, di bambine e bambini uccise/i dalle bombe sganciate dai nostri aerei.Si lamenta l'arrivo dei profughi, si lamenta il disagio di doverli accogliere, si alzano preghiere a Dio, ben sapendo di elevarle al nulla. Ogni tanto, si leva una voce (timida) per dire: Serve un nostro intervento diretto. Subito, Obama rifiuta di inviare forze di terra statunitensi. In chiaro però, in occulto ci sono già, ma insufficienti al compito. Pari, pari Putin, l'Europa annega nella proprie divisioni d'indirizzo politico e nell'inesistenza di un esercito comune. Queste posizioni ipocrite un risultato l'hanno avuto, però: 100.000 morti(mal contati) fra i civili e 12 milioni di fuggitivi(i così detti migranti). Di cui, solo il 3% arrivati in Europa. Alleluia, ieri abbiamo festeggiato la giornata internazionale per la Pace nel mondo. La Siria, tanto, appartiene ad altro pianeta. Diverso il caso dei morti a Parigi, Bruxelles e altri luoghi in occidente. Salvo quelli di Orlando, erano solo froci, quindi alieni come i siriani.
Fantasma.
Nella giornata mondiale per la pace, mi sovviene la frasetta formata da un verbo, una preposizione e un sostantivo: Viviamo in pace. Il proposito più pronunciato e il più disatteso.
Sogno.
Non fossi scettico, riguardo il post mortem in spirito, fantasticherei di trasformarmi in fantasma burlone e anche cattivo. Burlone, perché mi diverte distribuire burle il primo aprile. I restanti 364 giorni, da cattivo, per applicarmi a terrorizzare l'infinita lista di persone, che mai fossero nate, l'umanità ne avrebbe tratto grande giovamento. Tantissimi infarti indotti da paura.
Ultima riflessione sulla sessualità.
Per completare il discorso sulla sessualità, aggiungo un raccontino preceduto dalla riflessione: cos'è un adolescente maschio? Un ibrido, sovente afflitto dai brufoli e caricato di un compito pesante, benché generato dal modo stupido di educarlo alle sue future responsabilità di maschio. Ancora prima di sapersi vestire da solo, lavarsi da solo, addormentarsi senza la favola raccontata da mamma, soffiarsi il naso in tempo, prima di vederlo gocciolare, quindi ancor prima di sapere a cosa serve, oltre alla pipì, il pendaglio che gli ciondola all'inguine viene continuamente ammonito con: Non fare la femminuccia, quando sarai cresciuto diventerai il capo famiglia e, un po' più cresciuto: mi sa che ti sei fatto la fidanzatina. Guai a piangere, lamentarsi per il ginocchio sbucciato, non aspirare alla gloria sportiva, se calcio: ottimo, se basket: un po' meno, ginnastica artistica: già fa torcere il naso ai genitori, pessima scelta: la danza, che pure in fatto di esercizio fisico vale cento volte il calcio. L'alpinismo andrebbe bene, ma lì, quasi tutti i genitori, tremano nel timore di perdere il coccolo. Tutta questa pressione genitoriale, obbliga l'adolescente a darsi da fare per apparire più maschio del dovuto. Poi ci si mette la scuola, dove deve competere in mascolinità con i compagni, già alle medie inferiori e, peggio, quando fa il salto nelle superiori. Già afflitto da una tempesta ormonica che gli sconvolge il fisico e i desideri, deve fare di tutto per non dare motivi di sospetto, cioè pendere all'omosessualità. Perciò esagera e commette errori marchiani, come quello che, dalla riga successiva, racconterò.
Ero reduce dal secondo infortunio alla coscia destra, uno strappo al quadricipite femorale, mal curato e mal guarito. Ciò m'impediva di aspirare alla carriera calcistica nelle serie superiori, dopo aver militato nell'allora serie C. Non impediva però, di cimentarmi nella squadretta del rione. I compagni erano tutti di età superiore alla mia: 16, ma non di troppo, un paio d'anni. Le vanterie su conquiste femminili, facevano regola all'andata e al ritorno dal posto dove si andava a disputare con gli avversari. Fra noi, si distinguevano in quattro, ma il campione era solo uno: Maurizio. Pessimo terzino al calcio, pareva un centrattacco con le femmine.Operaio alla Fiat era l'unico a possedere una 500 che, secondo lui, era meglio di un'alcova. Le domeniche pomeriggio, in estate, nel periodo di sosta estiva dei campionati, si era soliti incontrarci al bar ai piedi della collina torinese, sotto il Monte dei Cappuccini. Era principio agosto, Maurizio e gli altri tre campioni di rastrellaggio femmine, verso le 21, con fare misterioso, si erano sciolti dalla compagnia perché li aspettava un plurimo convegno amoroso. La noia del solito chiacchiericcio, poco dopo la dipartita dei maschioni, aveva convinto me e l'amico Renzo il meglio di una partita a bigliardo. Attraversato il ponte e piazza Vittorio, imboccata via Po eravamo sfociati in piazza Castello dove, all'angolo di via Roma, sotto il bar Combi, esisteva, forse esiste ancora, non lo so, una sala con 4 tavoli da bigliardo.
Indovinate voi, chi avevamo sorpreso, impegnati lì, a disputare una sfida a goriziana?
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