mercoledì 30 settembre 2015
lunedì 28 settembre 2015
Personale petizione, spero condivisa, a Ezio Mauro direttore di repubblica.
Signor Direttore, essendo persona insignificante, il mio appello in favore della grazia al giovane Alì al Nimr, lanciato sul mio blog, avrà pochi seguaci, rivolgo a Lei quindi, l'invito a dedicare un richiamo sulla prima pagina di Repubblica, e di farsi carico di coinvolgere l'iniziativa ad altri quotidiani, in modo di dare, a tutti, coscienza del crimine che, l'Arabia Saudita, sta commettendo. Il fondo di Tahar Ben Jallun e l'amaca di Michele Serra, pur apprezzabilissimi, erano posizionati nelle pagine interne, Lei meglio di me, sa quale sia l'impatto di una notizia in prima pagina, rispetto a una al interno dei giornali e quanto siano pigri i lettori, oggigiorno, La prego perciò, di essere generoso, nel tentativo di salvare il giovane Alì. Grazie.
domenica 27 settembre 2015
VOLKWAGEN.
La recente truffa, commessa dalla casa automobilistica tedesca, ha fatto inorridire i possessori delle varie Passat, Polo etc, timorosi, sia per l'inevitabile perdita di valore del loro veicolo, sia perché, al prossimo acquisto, saranno obbligati a lasciare il loro amore, e passare a un altro. Anche i mercati finanziari, hanno subito un forte scossone, così come ha tremato il Governo della Repubblica Federale. A ben vedere, i direttamente interessati, come altrettanto è successo allo stuolo dei commentatori, sui media, non hanno colto il punto favorevole: i motori a scoppio. benzina e diesel, con quella truffa, cederanno, ben presto, il passo ai veicoli con motore elettrico e, in via derivata, a quelli di natura ibrida. Cosa può significare per me questo cambio? Nulla per la mia motilità però, se nella mia vita nulla cambierà, i Paesi produttori di petrolio, fra non molto, potrebbero ritrovarsi in brache di tela, pari pari com'era poco più di un secolo fa. Se in più, andrà a compimento il motore a idrogeno, Arabia Saudita, i Paesi del golfo persico, e molti altri sparsi qua e là, tutti con sistemi di governo autoritario, con il petrolio, tutto potranno fare, persino usarlo nei bidet, ma non potranno venderlo, quindi addio spocchia e addio ai loro sistemi dittatoriali. Verranno travolti. Se ci arriverò, il mio godimento, sarà massimo.
BARBARI, barbarie, barbaramente. Post dedicato al ragazzo Alì al Nimr.
I tre termini, solitamente usati, per stigmatizzare comportamenti al di fuori della regola civile, fanno riferimento a un periodo della Storia umana, ormai superato. Siamo però certi, sia superato? A osservare le azioni che, definire vergognose, pare fortemente riduttivo, commesse da certi Stati, nel periodo barbarico siamo seppelliti fino al collo. Le barbarie, fossero circoscritte al solo pseudo Stato del soi disant califfo Abu Bakr Al Baghdadi, pur esecrandole e pur numerose, si può ancora ritenerle un fenomeno passeggero, di pazzia dovuta al fanatismo religioso, destinato a rientrare. Purtroppo, le azioni barbare, non vengono commesse solo con la scusa della religiosità, e nemmeno solo da pseudo Stati. L'Arabia Saudita, uno Stato compreso nel elenco dei "moderati", si è permesso di condannare, a morte, un ragazzo di 21 anni, per un'azione commessa a 17. Non ho scritto "reato", perché manifestare contro il potere, senza commettere violenza, non lo è. In molte Nazioni, si condanna a morte gli oppositori, ma nessuna di quelle viene inserita fra gli Stati moderati e, in nessuna di quelle, si commina la condanna doppia inferta al ragazzo Alì. Morte per decapitazione, con successiva crocefissione del corpo fino a che sia putrefatto. Certo, il ragazzo Alì, non sarà più in grado di patire lo scempio del suo corpo, dilaniato dai volatili predatori, né potrà vedere le sue membra sfarsi poco alla volta, ma quante volte ci avrà pensato nei quattro anni di detenzione? Vorrei sapere se, l'Arabia Saudita, da Stato moderato, ha firmato la promulgazione di una Legge che condanna la tortura, fosse così, dovrebbe auto condannarsi, perché il ragazzo Alì, ha subito 4 anni di tortura psicologica, forse la peggiore fra tutte.
Di quella condanna, per nulla motivata, dobbiamo sentirci responsabili, anche noi tutti e tutti gli Stati assetati di petrolio, quindi corresponsabili della morte e della tortura, del ragazzo Alì. Perciò invito, chi mi segue e chi mi legge, a impegnarsi onde la barbara condanna non venga eseguita. Collegate al sito ufficiale dell'Arabia Saudita la vostra protesta indignata, su: ambasciata.saudita@arabia-saudita.it oppure: item@mofa.gov.sa.
Siate generosi con il ragazzo Alì, condividete il più possibile questo post. Grazie.
giovedì 24 settembre 2015
Breve.
Mare nostrum, adesso una flotta d'imbarcazioni, più o meno grandi, armate da svariate Nazioni, impiegate nella missione Triton. Domani chissà, forse droni, e aerei, al posto delle navi, per distruggere i barconi prima della partenza. E chiacchiere, tante chiacchiere. E milioni di euro, tanti milioni di euro, spesi. E morti, tante morti per annegamento. E cordoglio, tanto cordoglio per quelle vittime. E lacrime, tante lacrime versate, alla vista della foto, con il piccolo Alan steso faccia in giù sulla battigia. Siamo onesti, noi occidentali, abbiamo un gran cuore e poca testa. Potevamo risparmiare soldi, evitare di ripescare i corpi degli annegati, compreso quello del piccolo Alan, e non tirare fuori la cazzata dei droni. Come? Sono svariati mesi, se non anni che, molte organizzazioni umanitarie, suggeriscono, più o meno esplicitamente, il modo: Al posto di far scorrazzare le navi su e giù nel mare mediterraneo, nello ionio o poco più in là, mandatele direttamente, in loco, a raccogliere i migranti, compresi quelli che annegherebbero, con una traversata sui barconi. Fattibile? Sì, fattibile. Si fa? No, non si fa e, forse, non si farà mai. Perché? Nessuno, lo sa. Sono sempre più convinto che, a Homo, Sapiens sia di troppo.
lunedì 21 settembre 2015
Usi e costumi. Cultura.
Ieri, un'amica: Laura Dagnino, aveva postato, sul gruppo da me avviato, un anno fa: "VIOLENZA, DONNE, RIMEDIO, IMPEGNO A PORRE" un tratto del libro, autobiografico, di Najoud Ali, dove descrive lo stupro subito, a 10 anni, da chi l'aveva comprata in moglie, per 2000 euro, dalla famiglia, se famiglia si può definire quella che vende i figli.
La bambina, yemenita, in seguito, aveva avuto il coraggio di sfidare le leggi del suo Paese, ribellandosi a subire il destino che, una pseudo cultura, fa delle femmine carne, e solo carne da godere. Si noterà in questo post, il differente modo di scrivere, da parte mia, del termine Cultura. Avrà la maiuscola, nel caso sia crescita di pensiero, la minuscola invece, quando il termine viene usato a sproposito.
Succede, quasi ogni giorno, di ascoltare i commenti:
Sono usi e costumi di un'altra cultura.
Oppure:
Seguono una cultura diversa.
Ancora:
La loro cultura religiosa, li obbliga ad agire così.
Il libro s'intitola: IO NAJOUD, DIECI ANNI, DIVORZIATA.
"Di colpo mi sentii come inghiottita da un uragano, sballottata da un vento tumultuoso. Un fulmine si era abbattuto su di me e io non avevo più la forza di resistergli. Un rombo di tuono, un altro e poi un altro ancora. Il cielo mi crollava sulla testa. Fu in quel momento che sentii un bruciore invadermi nel più profondo del corpo. Un bruciore che non avevo mai sentito prima. Urlai fino a sgolarmi, ma inutilmente. Sentivo male, tanto male, ed ero sola, completamente sola di fronte a tutto quel dolore"
La bambina, yemenita, in seguito, aveva avuto il coraggio di sfidare le leggi del suo Paese, ribellandosi a subire il destino che, una pseudo cultura, fa delle femmine carne, e solo carne da godere. Si noterà in questo post, il differente modo di scrivere, da parte mia, del termine Cultura. Avrà la maiuscola, nel caso sia crescita di pensiero, la minuscola invece, quando il termine viene usato a sproposito.
Succede, quasi ogni giorno, di ascoltare i commenti:
Sono usi e costumi di un'altra cultura.
Oppure:
Seguono una cultura diversa.
Ancora:
La loro cultura religiosa, li obbliga ad agire così.
No, miei cari Soloni del pensiero riduttivo, che si adatta a giustificare qualsiasi comportamento, la Cultura è ben altro. Quando si usa quel termine, è per descrivere la crescita umana verso l'alto pensiero, nutrito di sapere, non da basse superstizioni, pregiudizi, istinti primordiali, dove tutto è permissibile, perché si è sempre fatto così. Si fosse seguito, il: "si è sempre fatto così" e, gli usi e costumi, non fossero mai cambiati, saremmo ancora intenti a scalare alberi, in cerca di cibo da disputare agli altri primati. Più o meno, scimmie fra le scimmie. Niente da recriminare agli animali meno evoluti di noi, sono esseri invidiabili nella loro semplicità di vita e, se uccidono, lo fanno per la necessità di cibarsi. La specie umana, invece, pur nutrendosi di Cultura alta, si è dotata anche, di pseudo culture. Quando aveva capito, nel corso dei tempi, di poter accedere, attraverso il proprio ragionamento, a qualcosa in più del resto del mondo animale, aveva incominciato a chiedersi: "perché siamo diversi da loro? Chi siamo noi, se possiamo quello che loro non possono fare? Non potendo darsi risposte, in un periodo di somma ignoranza, la specie umana si era trovata a dover scegliere il percorso da seguire. Le vie erano due. Una, semplice e giusta, era di non preoccuparsi delle differenze, perché comportavano una migliore vita ed, alla base, risiedeva la Cultura acquisita. L'altra, molto complicata, dava accesso al senso di superiorità, una non cultura. Non doveva essere poi, così intelligente, la specie umana, ai primordi: scelse la seconda istanza. Giunta all'oggi, la specie umana, ancora non ha capito il perché si è differenziata dagli altri animali, malgrado le centinaia e centinaia di migliaia d'anni trascorsi da allora, malgrado le spiegazioni di Darwin, così ragionevoli, malgrado il cumulo di sapere acquisito. Faccio parte del genere maschile, quindi sono in grado di accomunarmi nella vergogna con gli altri maschi, di aver addentrato, molto più delle femmine, il percorso accidentato del senso di superiorità, da cui derivano, se non tutti, la gran parte dei difetti della specie umana, causa primaria di ogni efferatezza compiuta nel corso storico dell'umanità. Anche quella di comprarsi in moglie una bambina decenne, spogliarla, stuprarla per il godimento proprio, senza ascoltare le urla di dolore della piccola. Desidererei pensare, a un pensiero di pentimento, in quel maschio, a stupro compiuto ma, sono certo, non ci sia stato, perché intriso di cultura, dettata dal senso di superiorità che, da sempre, pur non essendo Cultura, concede al muscolo di prevaricare il cervello. Quando mai, da maschi, cresceremo in uomini?
venerdì 18 settembre 2015
Stimo necessario ripubblicare questa lettera, inviata a Papa Francesco il 2/10/2015. Con un breve prologo esplicativo.
Presto, verrà discusso in Senato il progetto di legge, che consentirebbe, venisse approvato, a due persone di medesimo sesso di unirsi civilmente. L'occasione avrebbe dovuto sollevare riflessioni, serie, sulla condizione delle persone omosessuali nella società umana, invece si è sollevato il polverone dei pro e dei contro il progetto Cirinnà. Quindi, reputo opportuno rinnovare l'attenzione sul discrimine, fino a oggi subito,dalle donne e dagli uomini omosessuali, ripubblicando la lettera inviata al Papa. Sicuramente giunta in Vaticano, comprovato dalla ricevuta di ritorno, forse mai arrivata nelle mani di Papa Bergoglio.
Mi appello a Lei, signor Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, perché si faccia carico di cancellare un'ingiustizia, mi riferisco al trattamento riservato a una minoranza, quella delle persone omosessuali. Non vi è dubbio sia la minoranza più osteggiata, e perseguitata, da parte delle Religioni, secondo me, senza ragione alcuna. Nessun motivo, serio, può giustificare la condanna, di queste persone, a una vita in minorità civile. Eppure, da millenni, vengono indicate come danno alla società. Non è serio, appellarsi a presunte condanne divine, presenti nella Bibbia. Il libro, di interessante lettura, contiene un numero elevato di regole assurde, impossibili da accollare a un Essere superiore. Molto più facile pensarle opera umana. Non è serio definire l'omosessualità: vizio. Un vizio si acquisisce se l'oggetto è desiderato, non vedo come un eterosessuale, quindi attratto dal genere opposto, possa cambiare direzione, di propria volontà, verso un suo simile. Non è serio chiedere alle persone omosessuali di correggersi in eterosessuali, è sufficiente rovesciare il ragionamento precedente, per coglierne l'assurdo. Non è serio condannarli alla castità perpetua. La scelta di castità, dipende da un motu proprio, non può essere imposta. Non è serio opporsi alla promulgazione di una Legge, che li difenda da aggressioni e insulti, a causa della loro condizione. Il vivere civile, impone il rispetto, e l'incolumità dell'altrui persona, nessuna esclusa. Se non avviene, come nel caso delle persone omosessuali, è bene intervenga il legislatore. Non è serio ipotizzare una potente lobby gay. Con tutta evidenza inesistente, è però, spesso citata, dagli appartenenti di vere lobby, queste sì, esistenti, ben organizzate dal radicalismo cattolico, in opposizione al riconoscimento di qualsiasi diritto alle persone omosessuali. Non è serio pensare possa dissolversi il matrimonio tradizionale, qualora fosse concessa l'unione civile omosessuale. Un' ubbia, smentita dalle statistiche dei Paesi, dove l'unione fra persone del medesimo sesso, esiste. Non è serio, credere possibile il contagio, dell'omosessualità, da una persona ad altre. L'omosessualità non è malattia patogena, anzi non è nemmeno malattia, come risulta dal parere del consesso mondiale degli psichiatri. Non è serio dichiarare l'omosessualità abominio, che grida vendetta a Dio. Pur da non credente, rifiuto l'idea di un Dio vendicativo e crudele verso proprie creature. Non è stato serio, un'eminente Cardinale, nel dichiarare; "sconfitta per l'umanità", la vittoria del sì, al recente risultato del referendum in Irlanda. Le sconfitte cumulate dall'umanità, sono ben altre. Non è serio, ritenere l'omosessualità curabile, tramite preghiere come terapia. Eppure, molte Diocesi appoggiano questa tesi, favorendo la nascita di pseudo cliniche. Non è serio, discriminare gli omosessuali, a motivo del loro rapporto sterile. La popolazione mondiale rischia il collasso da eccesso di nascite. 7 miliardi e oltre,in continua crescita, fanno della Terra un ammalato terminale. Le risorse naturali, sono al limite, tanto che, un buon terzo degli abitanti, vive in estrema povertà, senza cibo e acqua sufficiente. Non è sommamente serio, infine, bollare l'omosessualità: innaturale, quando, viceversa, è ben presente in Natura, in molte specie animali. E la nostra specie, anche se si tende a ignorarlo, fa parte della sfera animale, quindi, non fa eccezione. Sarebbe serio, invece, soffermarsi, sulla condizione delle persone omosessuali, nelle 74 Nazioni dove vigono leggi penali, che le puniscono con il carcere, addirittura, in sette casi, con la pena di morte. Sarebbe serio fossero, in primis, le alte cariche della Chiesa a spendersi perché vengano cancellate. Per assurdo,invece, proprio quelle alte cariche, hanno recentemente appoggiato i Governi Ugandese e Nigeriano nel reprimere l'omosessualità, applicando pesanti articoli di legge. Appare sorprendente, quel comportamento, in presenza del paragrafo dedicato alle persone omosessuali, nel Catechismo. Lo voglio citare intero: 2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione. Sarò bizzarro ma, il paragrafo, parla di rispetto, compassione e delicatezza. E aggiunge: A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. La mia bizzarria, a questo punto, mi spinge a pensare ipocrita, o il paragrafo, oppure il comportamento di molti Prelati, in particolare quelli a favore di leggi penali per colpire l' omosessualità, ancorché non si voglia pensarle: giuste discriminazioni. Mi si dica però, cosa s'intende per ingiuste, se si ritiene giusto rinchiudere in carcere gli omosessuali, fino al massimo della pena: l'ergastolo, come in Uganda. Sbaglierò ma, sotto il velo del rispetto, compassione e delicatezza, nella galassia cattolica si nasconde una forte omofobia, a prova di ciò, un episodio datato di qualche anno. Su istanza del Governo francese, era stato presentato un documento alle Nazioni Unite, per ottenere, almeno, una moratoria sulla pena di morte per omosessualità. Ebbene, in quell'occasione, il Nunzio presso l'Onu, non avendo diritto di voto, ma solo consultivo, aveva opposto un no, a nome del Vaticano. Voglio credere con l'autorizzazione del Papa, di allora. Parere tutt'ora valido, nessuno si è preso l'onere di correggerlo. Signor Papa Francesco, arrivo alla chiusa. Chi le scrive, ha vissuto cinquant'anni legato ala propria compagna, amata, mai sposata, mai abbandonata, con il gradito frutto di una figlia. La mia sensibilità al problema rappresentato dall'omosessualità, nella vita sociale, era nato nella mia gioventù, in presenza di due episodi, uno in famiglia, l'altro nell'associazionismo cattolico. In famiglia, il fratello della mia nonna materna, a causa della sua omosessualità, dai diciassette anni, alla morte, aveva vissuto all'interno di una clinica privata, messo lì dai famigliari, perché venisse curato. Purtroppo, la cura era consistita in ripetuti elettrochoc. Dall'omosessualità non era guarito, si era ammalato, invece, di perpetua malinconia, con il cervello distrutto. Nell'Azione Cattolica, cui partecipavo, avevo conosciuto, e apprezzato, il delegato giovanile diocesano. La notizia della sua morte, aveva sorpreso tutti, sopratutto per il modo, si era impiccato al soffitto della camera da letto. Il perché, del suicidio, ero venuto a saperlo qualche anno di seguito. Scopertosi omosessuale, innamorato di un coetaneo, aveva chiesto il conforto del suo consigliere spirituale, un sacerdote, anche suo confessore. Nessun conforto, solo condanna, condanna senza remissione. Disperato, aveva visto nel suicidio l'unica via da percorrere. Ero, e non sono più credente, ma non stimi, Papa Francesco, dipenda dai due episodi, il mio non credere, dipende da ragionamenti successivi. Non desidero esporli, il mio è un convincimento e, un convincimento, non è prova. D'altronde, nemmeno la fede, è prova dell'esistenza di Dio. Mi scusi l'ardire di aver rivolto a Lei, Papa Francesco, questa preghiera laica, in favore delle persone omosessuali. Giancarlo Molinari.
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