venerdì 17 febbraio 2017

Proposito.

Parecchi, sulla mia pagina Facebook, mi hanno amichevolmente ammonito: Giancarlo, il tuo invito a ribellarsi, non troverà seguito. Sì, certo, può arrivare al flop e i sintomi ci sono tutti, ma le battaglie s'intraprendo anche se si rischia di rimanere soli. Quindi insisterò finché mi reggerà il fiato, a urlare: RIBELLIAMOCI!

martedì 14 febbraio 2017

Colpe e distrazioni.

Se vi fa piacere saperlo, io stesso mi considero illuso, ciò nonostante continuerò a chiedere di ribellarsi. Lo considero un dovere da accollare alla mia generazione e alle seguenti, in quanto se non complici di un degrado sociale ormai evidente,, io stesso e voi tutti, almeno spettatori distratti lo siamo stati e continuiamo a esserlo. Complici o spettatori, poco importa, abbiamo comunque la responsabilità di una situazione marcia che, addirittura, puzzerà di cadavere al naso dei nostri figli, nipoti e pronipoti. I sintomi sono già ben evidenti ora, ma le conseguenze le vedranno e pagheranno le generazioni più giovani, i loro figli, se avranno il coraggio di metterli al mondo, e così via. Pensate; avranno grosse difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro, dopo aver seguito gli studi in scuole e università sempre più care e meno efficienti. Se riusciranno a ottenere un lavoro, difficilmente permetterà il livello di vita nostro, laurea o meno. La mia pensione di 640 € se la sogneranno, già possono sognarsela i 40 cinquantenni, secondo uno studio Inps, fra vent'anni, l'assegno ammonterà a meno di 300, salvo crearsene una nel privato. Con ogni probabilità gli egoismi nazionali rifioriranno, quelle più forti chiuderanno la porta in faccia alle più deboli. Gli Stati, non potranno sostenere i programmi sociali attualmente in vigore, tutti o quasi tutti sono gravati da debiti in continuo aumento, quindi saranno obbligati a cure dimagranti drastiche.
Potrei continuare a lungo nell'elencare, ma preferisco spiegare perché ciò avverrà, se non interverremo subito ribellandoci. E qui si ritorna alla proporzione 1 a 99. Se l'un per cento manovra la propria ricchezza in maniera sterile, senza mai produrre alcunché, oltre ad altro capitale da reinvestire in manovre speculative di carattere finanziario, al restante 99 resterà la sola opzione di combattere guerre fra poveri (in parte già avviene).
Questo si vuole lasciare in eredita ai nostri figli, nipoti etc?

lunedì 13 febbraio 2017

Di nuovo: RIBELLIAMOCI!!

Sulle nostre pagine web, di frequente, compaiono notizie e foto di avvenimenti spiacevoli. Tutti penso ricordino la fotografia del piccolo Aylan steso a faccia in giù sulla battigia di una spiaggia turca. Un simbolo, ma non l'unico, si potrebbe estrarne a migliaia di simili e qualcuno, sono certo, voi ed io l'abbiamo commentato con frasi di cordoglio e pietà. Così come si commenta, indignati, quando si viene a sapere dei bambini/e sfruttati/e nei laboratori dove si crea l'abbigliamento di lusso. Peggio, quando lo sfruttamento li obbliga in lavori pesanti, peggio ancora se obbligati a combattere come in Africa o in Asia Minore. La nostra indignazione però, si scatena in commenti anche per fatti meno tragici, seppure rilevanti per la vita sociale: le migrazioni, la povertà in aumento, il timore di attentati e un clima che sta mutando velocemente. Bene indignarsi, bene commentare con rabbia, male invece fermarsi alla sola indignazione e rabbia, in quanto i nostri commenti rabbiosi e indignati, nulla muovono. Quindi la domanda annunciata l'altro ieri è: OLTRE A ESPRIMERE INDIGNAZIONE E RABBIA, HO FATTO, AVETE FATTO QUALCOSA PER DARE UNA STERZATA ALLA SITUAZIONE CHE DEPRECHIAMO?
Almeno una firma in calce a qualche petizione? Se sì, fate già parte, con me, dei pronti a ribellarsi, altrimenti smettete di commentare, sarebbe un semplice esercizio d'ipocrisia.

venerdì 10 febbraio 2017

RIBELLARSI; PRIMA RAGIONE:

Chi non ha mai sentito parlare, o letto, dei "poteri forti"? Credo nessuno. Eppure i tanto citati poteri forti: Lobby politiche, sindacati, Confindustria, massoneria, sistema bancario, Vaticano, servizi segreti, fantomatici complottisti di vario genere, detengono potere sì, ma a menare le danze non sono loro. A dettare i ritmi della società globale è quel 1% che detiene più del 50% della ricchezza mondiale. Non immaginateli seduti su pile di banconote e nemmeno intenti ad accumulare monete d'oro come zio Paperone, al loro servizio pensano gli istituti finanziari dei Paradisi Fiscali, più una cifra imprecisata, ma numerosissima, di società anonime o con titolare di facciata (perlopiù un poveraccio inconsapevole, talvolta persone defunte). Inoltre hanno partecipazioni azionarie consistenti in quasi tutti i settori, specie nelle risorse energetiche e minerarie, ma anche nell'agroalimentare e possedimenti vasti in molte zone del Globo. Oltre ciò, possiedono l'arma letale per condizionare i celebri Mercati: enormi capitali da muovere là dove possono speculare altro capitale. Vi chiederete quale cumulo d'imposte questi ricconi siano costretti a pagare svolgendo le loro attività. In proporzione, meno dei loro sottoposti. Come mai? Semplicemente, perché sono in grado di condizionare le politiche fiscali degli Stati di appartenenza e in quelli dove operano. Con il denaro si comprano Capi di Stato, Ministri, semplici Deputati o Senatori, non tutti ovvio, ma in numero sufficiente al loro scopo. Dove la corruzione finanziaria opera meglio, è nei Paesi sottosviluppati o in via di sviluppo, sovente governati da Dittatori o semi Dittatori, per loro natura avidi di denaro. Sottosviluppati sì, ma ricchi di risorse, non ultima l'umana risorsa, da sfruttare in lavori sottopagati, talvolta poco più d'un tozzo di pane, bambine/i compresi. Vi prego di non pensare a un racconto ottocentesco in stile Grand Guignol, è solo verità, anche se solo parziale, cercherò d'approfondire nei prossimi giorni. Intanto meditate se la necessità di ribellarsi non sia l'unica via per liberarsi dallo sfruttamento del 1%. Sfruttamento che concerne anche noi. Grazie. Maggior Grazie se vorrete condividere, qui o su Twitter.    

giovedì 9 febbraio 2017

Una verità.

Quasi sempre vediamo i poveri come quelli che potrebbero rubare ai ricchi, e quasi mai i ricchi come quelli che hanno rubato ai poveri.

Perché RIBELLARSI.

Perché no? Forse esiste un'altra soluzione per abbattere disuguaglianze così estreme?

Primo appello: RIBELLIAMOCI!

Sì, ribelliamoci a un sistema che ci sta facendo regredire alla povertà e affama un miliardo di esseri umani. Ribelliamoci a un sistema che ha permesso a uno scarso 1% della popolazione mondiale di accumulare ricchezza a scapito del restante 99%. Rivoltiamoci contro gli appartenenti alla categoria cui è stato permesso di possedere metà della ricchezza mondiale, non dobbiamo più sottometterci, lamentare il nostro stato di persone relegate agli strati inferiori della società umana, siamo il 99%, il numero conterà, se alla lotta parteciperemo tutti. Abbiamo anche il mezzo per farlo, la diffusione di questo appello tramite Twitter, Facebook, Instagram e altri social. Facciamo in modo da renderlo virale, più persone verranno raggiunte più forza otterremo. Diventerebbe la prima rivoluzione incruenta della storia, nessuna vittima, nessun patibolo, nessun'arma da impugnare, solo coraggio. Amici, persone sconosciute, fatelo emergere il coraggio.
A domani.